Campania

Agricola Bellaria: l'Irpinia raccontata attraverso il vino

di Redazione Propaganda 6 min di lettura
Grappoli di uva bianca appena vendemmiata nelle cassette rosse marchiate Bellaria
Vinicole

Ci sono territori che non si lasciano raccontare con un solo vino. L'Irpinia è uno di questi: colline, vallate e vigneti danno origine a espressioni diverse, dai bianchi Fiano e Greco fino alla profondità dell'Aglianico. È in questo paesaggio, tra le valli del Sabato e del Calore, che nasce la storia di Agricola Bellaria.

Una cantina nata dall'amore per la propria terra

La storia di Bellaria comincia nel 2002 con la coltivazione delle olive e la produzione di olio extravergine. I primi vini arrivano nel 2007; nel 2011 prende forma la società agricola, legata alla famiglia Maffei di Roccabascerana e ad Antonio Pepe, la cui famiglia coltiva uve a Montefalcione da tre generazioni. La sede della cantina è oggi a Roccabascerana, immersa nella campagna irpina.

Sulle etichette compare un tiglio: è l'albero secolare che si trova nel centro storico di Roccabascerana, scelto da Bellaria come simbolo del proprio legame con il paese. Un dettaglio che racconta bene la filosofia della cantina: partire dalle proprie radici e portare i vini dell'Irpinia oltre i suoi confini.

File di botti di rovere marchiate Bellaria nella cantina di Roccabascerana
Le botti di rovere nella cantina di Roccabascerana.

Un territorio, molti vigneti

I vigneti di Bellaria si trovano in diversi comuni della provincia di Avellino, tra cui Roccabascerana, Candida, Montefusco, Prata Principato Ultra, Montemiletto e Paternopoli. Questa distribuzione permette alla cantina di lavorare con uve e luoghi differenti, seguendo per la vendemmia i tempi di maturazione di ciascun vigneto.

Anche i vini del nostro percorso raccontano questa varietà. La Falanghina proviene da Roccabascerana; il Fiano di Avellino dalle vigne di Candida; il Greco di Tufo «Oltre» da quelle di Prata Principato Ultra e Montefusco. Il Taurasi, ottenuto da Aglianico, nasce dalle uve coltivate nei vigneti di Paternopoli e Montemiletto.

È un viaggio nel territorio anche attraverso gli stili: dalle bollicine da Fiano dello Sciuscià Millesimato Extra Brut, prodotto con metodo classico, fino all'Irpinia DOC Fiano Passito, ottenuto da uve lasciate appassire sulla pianta e raccolte a dicembre.

Una giornata tra i vigneti e la cantina di Agricola Bellaria.

L'Irpinia nel piatto e nel calice

Il menù nasce dall'incontro tra i vini di Bellaria e la cucina del territorio avellinese. Alcuni ingredienti e preparazioni hanno radici precise in Irpinia; altri sono stati scelti e reinterpretati per accompagnare il percorso nei calici.

Il menù completo è servito venerdì 16 ottobre, in una cena dedicata.

Benvenuto — Frittatina di pasta, provola affumicata e pepe nero

Sciuscià Millesimato Extra Brut — Metodo Classico da Fiano

La frittatina di pasta richiama la tradizione dello street food napoletano: è il nostro punto di partenza campano, prima di entrare nel cuore dell'Irpinia. La provola affumicata e il pepe nero le danno un carattere deciso, mentre lo Sciuscià apre il percorso con le bollicine di un Fiano lavorato con metodo classico.

Coniglio farcito con zucca, castagne e funghi, fondo leggero alle erbe

Falanghina — Agricola Bellaria

Questo piatto è una nostra interpretazione dei sapori autunnali dell'entroterra. Le castagne occupano un posto importante nel paesaggio e nella cucina irpina: basti pensare alla Castagna di Montella, legata ai territori del Terminio-Cervialto. Qui incontrano la zucca e i funghi in un ripieno pensato per accompagnare il coniglio e la Falanghina di Bellaria.

Botte di rovere con il marchio Bellaria impresso a fuoco sul fondo
Il marchio Bellaria impresso sul fondo della botte.

Baccalà in pastella, scarola ripassata e olive

Fiano di Avellino DOCG — Agricola Bellaria

Baccalà, scarola e olive richiamano sapori familiari nella cucina campana. Li proponiamo insieme in un piatto che alterna la croccantezza della pastella alla nota vegetale della scarola, in abbinamento al Fiano di Avellino di Bellaria.

Tonnarello acqua e farina «alla maccaronara», caciocavallo, erbe di montagna e fondo di maiale

Greco di Tufo DOCG «Oltre» — Agricola Bellaria

La maccaronara è uno dei formati di pasta fresca più rappresentativi dell'Irpinia, particolarmente legato a Montemarano, Castelfranci e Castelvetere sul Calore. È una pasta lunga e spessa, nata dalla lavorazione di un impasto semplice. Il nostro tonnarello acqua e farina si ispira a quella tradizione, senza presentarsi come una maccaronara preparata secondo la lavorazione originale. Il fondo di maiale richiama inoltre i condimenti di carne della cucina di Montemarano.

Guancia di maiale glassata all'Aglianico, cipolla ramata di Montoro fondente su schiacciata di patata

Taurasi DOCG — Agricola Bellaria

La cipolla ramata di Montoro prende il nome dal colore della sua tunica esterna. È apprezzata per il gusto dolce, il profumo e la buona tenuta in cottura: caratteristiche che la rendono adatta alla preparazione fondente che accompagna la guancia. La glassatura all'Aglianico crea un legame con il Taurasi di Bellaria, prodotto da uve di questo vitigno coltivate nei vigneti irpini di Paternopoli e Montemiletto.

Pera, ricotta di pecora, cioccolato fondente 70% e nocciola irpina

Irpinia DOC Fiano Passito — Agricola Bellaria

La nocciola porta nel dessert un altro prodotto della terra irpina, dove la coltivazione del nocciolo è molto diffusa. La abbiniamo a pera, ricotta di pecora e cioccolato fondente; nel calice, il Fiano Passito di Bellaria conclude il percorso.

Un percorso che parte dai vigneti di Bellaria e arriva in tavola, tra ricette, ingredienti e vini capaci di raccontare le tante sfumature dell'Irpinia.

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